Virus

dott. Stefan Lanka micro biologo

 

I fondamenti, la validità e i limiti della conoscenza medico scientifica.

 

 

 

Per una corretta informazione delle persone, non abbiamo alcuna prova se il virus esiste.

 

Ho provato in tribunale davanti a 5 periti ufficiali che non vi è nessuna prova dellesistenza del virus del morbillo.

 

In laboratorio al microscopio elettronico come un virologo ho visto miliardi di particelle, lorganismo viveva senza problemi, la struttura del virus era innocua e non ha fatto danni allorganismo, non sembrava dare effetti negativi.

 

Quando i batteri muoiono a causa di un cosiddetto virus batterico, si prende questo liquido, lo si mette sotto un microscopio elettronico e si vede che sono batteri, ma si vedono anche tante minuscole particelle presenti in grandi quantità, le si separa, le si isola, in modo da avere solo quel tipo di mini spore, e si vede che sono esattamente uguali e presentano l’aspetto di virus.

È diventato un modello, questi virus dei batteri, un modello anche per i virus umani.

 

I batteri creano delle spore che possono sopravvivere per secoli, e se poi l’ambiente è favorevole, ricrescono dalle loro stesse spore.

Quello che i biologi all’epoca non hanno colto è che quando i batteri muoiono velocemente perchè li si priva delle fonti nutritive, se è troppo caldo o troppo freddo, o in altri processi lenti,  non hanno il tempo di creare delle spore, allora creano delle mini-particelle tutte uguali ancora più piccole, costituite solo di cosiddetto acido nucleico, circondato da un involucro proteico e si convertono in componenti resistenti e duraturi.

Si è pensato che fossero loro la causa della morte dei batteri, ma in natura i batteri non muoiono mai.

(Questo lo fanno solo se ipercoltivati e labili, che “appena li si guarda in modo storto”, si riconvertono nel materiale da cui erano sorti).

 

Da queste strutture nascono i batteri, e i nostri tessuti li utilizzano a loro volta come componenti per rigenerarsi e per ricevere l’energia di cui hanno bisogno.

Anche il morire è un mirato processo sensato, cioè dare una fonte di energia ai tessuti o ai batteri che vivono nell’ambiente circostante grazie all’acido nucleico. Alla fine si parla di energia, è la forza che sta dietro alla sessualità essenziale per la vita, e ci sono proteine tutto attorno che sono componenti che servono alla vita.

 

John Franklin Enders ha visto morire cellule animali indebolite in provetta, con un campione di saliva di un malato, deducendo che fosse sufficiente per dimostrare che cera realmente un virus,

invece di utilizzare i batteri come cultura.

Ha vinto il bando per dimostrare la prova scientifica dell’esistenza del morbillo, e egli stesso ha ammesso di non aver fatto nessun test di controllo.

 

Nel 1998 le nuove regole della scienza per il corretto lavoro Lege artis, prevedono lutilizzo di metodi allavanguardia, la conoscenza di tutte le pubblicazioni in merito e di eseguire test di controllo per ogni nuovo metodo introdotto, in modo che non sia il metodo stesso a produrre il risultato.

 

Ma quello che succede oggi in campo scientifico è lontano da queste regole. In batteriologia si utilizzano protocolli del 1940.

 

Eugen Rosenstock-Huessy descrive che il ricercatore che scopre qualcosa di nuovo viene represso dagli scienziati affermati che fanno ricerche di facciata per mantenere validi i vecchi modelli e che si fanno ricerche sul cancro secondo gli antiquati principi di Pasteur.

 

In provetta le cellule muoiono più velocemente del normale perché si preparano per la prossima infezione e solo poche riescono a vivere a lungo, muoiono anche senza agenti esterni posti nella provetta.

Se priviamo i batteri del nutrimento, in modo che diventino affamati di virus, poi introduciamo il campione infetto, li vediamo morire, ma in realtà si trasformano, si riducono in minuscole componenti. Questo non succede per le cellule umane e animali perché la loro struttura è più complessa.

In vivo viene tolto alle cellule il nutrimento, poi ricevono l’antibiotico che le uccide.

 

Nelle pubblicazioni sui Virus non si parla di alcuna struttura, nemmeno vista in un essere umano, nel sangue o in qualche altro liquido corporeo ma sempre di particelle di cellule morenti.

 

La verifica non è riuscita per nessun virus che si presume produca effetti di malattia negli uomini, negli animali o nelle piante.

 

In tutto il materiale esistente, nelle pubblicazioni di virologia,  in interi articoli scientifici, sui presunti virus ci sono solo prove presunte o ipotesi non comprovate.

 

Il virus non esiste perché scientificamente non ve ne è alcuna prova.

 

Quindi tutti i fenomeni che definiamo malattie virali, non lo sono.

 

Allora cosa ci fa realmente ammalare ?

 

Per quasi tutte le malattie, i sintomi compaiono secondo regole precise, non cè spazio per un elemento negativo che sia più forte del sano.

 

Per maggiori informazioni vai su:

https://www.paoki.it/perche-si-muore-di-tumore/

 

La ricerca della medicina è scientifica se sono presenti i tre criteri: dobbiamo poter verificare ogni passo quindi comprovabilità, ripetitività e prevedibilità.

 

Visualizza l’intervista completa su:

https://m.youtube.com/watch?v=rEOSyaSgHFQ